sabato, dicembre 08, 2007

giovedì, ottobre 25, 2007

Voglio arrivare anch'io a divertirmi così...


...ma ancora non riesco a farlo.
Apprendimento lentissimo, per via di un corso zoppicante, pochissime possibilità di esercitarmi nonostante viva in una città medio-grande che dovrebbe offrire tanto, anche in questo campo, e invece non lo fa.
La sete di imparare dovrebbe sempre esser supportata...
occorrerà una full immersion a Buenos Aires :-/

martedì, ottobre 02, 2007

Lezioni di tango


[Sally Potter e Pablo Veron in Lezioni di Tango, 1997 (di Sally Potter)]

lunedì, settembre 24, 2007

L'impresa di Ausonia



Impresa monumentale (128 pagine) e perfettamente riuscita.
P-hpc - Post Human Processing Center (Leopoldo Bloom Editore) è un fumetto di denuncia, un'altra "ferita nella società contemporanea" (cito smoky) e nella carne, un po' come il brian the brain più sotto ma inferta in maniera meno violenta. Ciò non significa che faccia meno male, anzi, ferisce in modo stridente e sottile fino a creare un solco profondo.
Foto-fumetto sperimentale, splendidamente scritto, mirabilmente montato e sceneggiato, che utilizza l'immagine in svariate forme (disegno a mano, fotografie, computer grafica). Parla di adolescenza, di ricerca disperata di un senso (che non c'è), di annientamento, di alienazione, di desiderio di appartenenza. Incapacità di vedere un futuro, assenza totale di speranza.
Un libro brochurato e quadrato, bianco e di un verde raggelante, freddo come i neon accecanti del Centro che recluta cavie volontarie per farle diventare macchine perfette ed efficacemente produttive.
Si assiste al progressivo sacrificio delle due vittime, alla loro "cosificazione", al progressivo annientamento di tutto ciò che è umano, partendo dal corpo, arto per arto, fino ad arrivare alla dissoluzione totale del Sè, dei ricordi, dell'anima.

Raramente si trovano letture che angosciano e turbano in questo modo....
Mentre lo leggevo provavo una rabbia sottile, quasi nausea. Credo per le atmosfere asettiche, disinfettate, e per l'assurdità della situazione raccontata. Nello stesso tempo però percepivo, inconsciamente, uno strano senso di irreversibilità degli eventi, la sua inevitabilità, e la conseguente inutilità (totale) di qualsiasi eventuale reazione.

Consigliatissimo.

[Il blog di Ausonia]

giovedì, settembre 20, 2007

Sconforto



Ieri sera è ricominciato il corso di tango.... inizio sconfortante: assenza quasi totale degli uomini..... dieci contro tre. Mezz'ora buona (su una) passata seduta su una sedia (anche sbilenca).
Questo qui sopra potrebbe essere tranquillamente un mio autoritratto del momento, anche se non fumo (non l'ho fatto io).
Insomma uomini, dove siete??? Che aspettate??????
Quando abbiamo bisogno e desiderio di voi telate sempre........................................

martedì, settembre 18, 2007

Il cervello di Brian



The complete Brian the brain
(del geniale Miguel Angel Martìn, Coniglio Editore), opera omnia che comprende la raccolta completa degli episodi di Brian the brain (pubblicati in Italia dalla Topolin Edizioni), è un discreto pugnetto nello stomaco (e nel cervello). Quando lo leggi sembra anche a te di avere la calotta cranica scoperchiata, per quanto fastidio e dolore senti, per quanto ti senti indifeso e in balìa di qualcosa di molto più grande di te, e per quanta indignazione ti si insinua nel sangue. Un mondo cinico e "sbagliato", esagerato ma più vicino di quanto si creda, risultato di egoistici e aberranti errori umani, dinamiche economiche, e coabitato da vittime e carnefici. Ci si sente in trappola, cavie da laboratorio, si è incapaci di vedere vie di uscite e l'ombra di qualsiasi lieto fine.

mercoledì, settembre 12, 2007

Le cose nascoste



Mia recensione su Le cose nascoste di Paolo Parisi, pubblicata su Drome n.10, Il Sonno.

Da sottolineare l'uso che Parisi fa dei balloons, e dei suoi contenuti. Parole e discorsi che si sovrappongono ad altri, rendendoli illeggibili e metaforicamente inascoltabili. In questo modo riesce a "disegnare" le parole, ma parole intese come rumore, il sentire senza ascoltare.
Conoscetelo, leggetelo, acquistatelo :)

[grazie "pubblico" a sm :)]


mercoledì, settembre 05, 2007

Cinema Panopticum



Mia recensione di Cinema Panopticum del geniale Thomas Ott :)
Da Drome Magazine n.6, Il Cibo

mercoledì, agosto 29, 2007

Solinga, volendo


Solinga, volendo, di Marina Comandini, Il Grifo Edizioni

Poi c'è la "biografia sentimentale" dal LENTO INCEDERE di Marina Comandini, che fu compagna del mitico e grande Andrea Pazienza, nonché tutt'ora illustratrice altrettanto mirabile.
Una sorta di diario di viaggio dell'anima e del corpo, colmo di bellissime illustrazioni, storie a fumetti, massime, storie d'amore, sogni e molto altro.
Di lei Pazienza diceva che usava i colori in maniera fiabesca. Ed è una fiaba questo libro in effetti, senza un vero inizio, senza una fine, una magia fatta di poesia e colori da assaporare lentamente.

La ragazza senza piedi


Kaisa Leka è una ragazza che per un'artrite dolorosissima alle caviglie ha preferito rimanere senza piedi. In modo diretto e spesso ironico, e con un disegno semplice semplice che a tratti ricorda un po' le strip di Groening, coi suoi animaletti antropomorfi (soprattutto Topolini disneyani) ci racconta di come ha fatto ad imparare a camminare una seconda volta.


La ragazza senza piedi, di Kaisa Leka, Coniglio Editore



Il suo sito personale è qui.
E qui il suo blog.
Solo che sono in finlandese ;-)

giovedì, agosto 02, 2007

Il tango è un elettromagnetismo magico di tre minuti (che vorresti durasse all'infinito)



Vorresti ballare con lui

Ora mentre scrivi

Con quell'abbraccio stretto

Che ancora non ti appartiene del tutto

La tua guancia a contatto con la sua

Farti condurre come e dove delicatamente conduce

Ascoltarlo


Quando accade tu gli entri dentro, per quell'istante

E lui entra dentro di te

Sei il centro a cui mira


E tu miri al suo finché c'è musica

Si cercano, i vostri centri

Sono sempre perfettamente paralleli

E se non lo sono è per un istante

Poi attratti ritornano in posizione

Come se ci fosse un collante

E quando la musica si arresta

Il silenzio

E i suoi occhi puntati sui tuoi


Gli dici grazie con un leggero cenno del capo

Ed ascolti il suo, di grazie

E gli vedi sul volto un accenno di sorriso grato

Mentre la sua mano scivola piano

E abbandona la tua stretta vita.

domenica, giugno 17, 2007

Film della notte: L'angelo sterminatore



1962, regia di Luis Buñuel

Un gruppo di borghesi si ritrova riunito in una lussuosa villa per una cena. La serata sembra andare ottimamente, tra chiacchiere in stile e bon ton. Finché, all’ora in cui sarebbe opportuno e di buon gusto ritirarsi nelle proprie dimore, nessuno riesce a varcare la soglia del salotto per andarsene. Non ci sono porte chiuse, non ci sono barriere visibili. Solo una improvvisa e inquietante incapacità di andare al di là del salotto e quindi di uscire dalla casa. Un incantesimo, una forza soprannaturale o interiore inspiegabile, chiamatela come vi pare (tanto Bunuel da surrealista che si rispetti mica lo spiega, e nemmeno gli interessa spiegarlo) si è impossessata di tutti e impedisce spiegazioni razionali e il movimento al di là di un limite. Così che, causa la convivenza inevitabile e forzata in una stanza, la mancanza di cibo e di privacy, questi borghesi arrivano a svestirsi della loro educazione e dei loro modi di fare acquisiti durante la vita, fino a far emergere la loro istintualità primaria (fatta di perdita di controllo, dominio dell’inconscio e aggressività), che si tenta però, sempre e in modo forzato, di occultare. Ne sono un esempio i tre armadi del salotto, che contengono rispettivamente vasi cinesi per espletare i propri bisogni corporali, due amanti che consumano il loro amore e poi si suicidano, e un morto.
Un film che parla della condizione esistenziale dell’uomo, che ci parla della sua prigionia e della sua impotenza ad uscire dal contesto in cui è nato e cresciuto. Una denuncia della vita umana come recita, una infinita ripetizione di gesti, di vincoli e di situazioni che ci imprigionano e che finiamo per accettare, inevitabilmente.
Presenti anche evidenti riferimenti biblici apocalittici e simbolici (lo stesso titolo deriva dall’Apocalisse, la presenza dell’orso ossia la Bestia, e l’arrivo degli agnelli “sacrificali”, l'Immacolata), che però vengono, sempre e in modo quasi dissacrante, ribaltati.
Questo è solo un accenno di quello che c'è in questo film.
Visione necessaria e indispensabile.
Veramente geniale.
:)

sabato, giugno 09, 2007

Il sig. N, professione scrittore

Personaggio un po’ inquietante e amante delle donne, è uno scrittore che va verso l’ottantina d’anni. Capelli lunghi, alto, portamento lento e spesso quasi a scatti. D’inverno indossa un montone chiaro, oppure il cappotto. Cammina spesso, tanto; ultimamente mi capita di vederlo accompagnato a braccetto da una signora più giovane di lui.
Mi fermò in un angolo di Piazza Minghetti e mi sussurrò qualcosa piano piano. Chiesi: “come scusi?”, e così capii che si prodigava in complimenti riguardo ai miei occhi. Da quel giorno ci ho parlato spesso, nonostante la paura che un po’ mi prende quando mi osserva.
Mi ha raccontato varie cose, su di lui e sulla vecchia Bologna. La cosa incredibile è stata scoprire che negli anni 30 abitò la stessa casa che abito io attualmente.
Circostanze e coincidenze strane.
Incontri alchimistico-misterici

lunedì, maggio 28, 2007

The most beautiful part of a woman's body



[Duane Michals, The most beautiful part of a woman's body, 1986]

domenica, maggio 27, 2007

The most beautiful part of a man's body


[Duane Michals, The most beautiful part of a man's body, 1986]

sabato, maggio 26, 2007

Ode al vino (all'osteria della Marieina)





Per chi approdasse a Bologna c'è una magnifica Osteria in cui occorrerebbe assolutamente fermarsi. Per bere vino e parlare con luci soffuse, tra il colore del legno, i colori di quadri bizzarri e burattini, e il riflesso di centinaia di bottiglie di vino impolverate. Situata in Via S. Felice 137, l' Osteria della MARIEINA (ossia della Marina) è gestita da un simpatico vecchietto dal naso aquilino di nome Mario Mengoli, il quale appena entri si alza e chiede: bianco o rosso?
Lui lavora lì dal 1941, e l'osteria è rimasta inalterata, così com'era quando aprì nei primi anni del 1900.
Meta irrinunciabile per chi volesse capire che cosa era la bolognesità, e anche per noi bolognesi "moderni" che questa vera bolognesità l'abbiamo appena annusata da lontano.
Apre circa alle ore 22. E "la sta sré al mercuel" (sta chiusa il mercoledì).
:)
Vai qui per affacciarti nelle 3 osterie storiche di Bologna (Vito, Osteria del Sole e appunto la Marieina)

n.b. i pessimi scatti qui sopra sono stati fatti dalla sottoscritta ieri sera in fase di ubriacatura.

mercoledì, maggio 16, 2007

Edward Gorey e l'ospite sgradito

Non lo conoscevo. La mia ignoranza non ha limiti.
Me lo ha mostrato una mia cara amica di qualche annetto in più. Lo teneva in mostra su un piccolo leggìo, su un piano della libreria. Era un vecchio libro di Edward Gorey dal titolo Trilogia, Milano Libri Edizioni, al cui interno ho potuto leggere L'ospite equivoco (tradotto nelle seguenti edizioni con "sgradito").
Storia pressoché senza senso ma geniale, di questo animaletto strano (sembra un formichiere triste e apatico) con sciarpa e scarpette sportive (che anticipano le All Star) che un giorno si intrufola nella vita di una famiglia in contesto vittoriano e non se ne va più.


Disegno certosino, graffiato e particolareggiato. E creature bellissime, malinconiche e anche un po' inquietanti, da cui Tim Burton ha sicuramente attinto e subìto influenze.
Segnalo anche la triste storia I piccoli di Gashlycrum, rassegna di bambini morti per varie disgrazie :-(

giovedì, aprile 12, 2007

La vecchina dei fiori

E'una vecchietta che gira per il centro vestita di abiti colorati da lei confezionati. Vende fiori del colore del vestito.
Cammina anche di notte, è un personaggio fiabesco circondato da un alone magico che mi piace pensare proteggerla dal mondo e dai malintenzionati.
Una sera io e un mio amico l'abbiamo fermata per conoscerla. Era vestita di rosa, vendeva cestini di rose rosa, l'abbiamo invitata a un tavolo con tovaglia rosa e le abbiamo offerto un frappè all'amarena (rosa). Serata curiosa e felice (e totalmente in rosa).
Ho conosciuto un mio mito, a cui avevo dedicato anni e anni fa delle tavole per la prima edizione del Concorso Baraccano.
"Grazie alla vecchina dei fiori che con il suo lento e garbato incedere anima le notti della mia Bologna".
Il suo nome è... l'anagramma di "rosa" esclusa una lettera che va variata al femminile.

[n.b. non assomiglia per niente a come la ritrassi :(]

mercoledì, aprile 04, 2007

La vecchina del tribunale

Se ne stava davanti al tribunale tutto il giorno, precisamente al centro della rotonda, sull'aiuola. Si portava un leggìo su cui posava un libro aperto, e in piedi, con lo sguardo rivolto all'edificio, cominciava a parlare gesticolando con le braccia in modo molto animato. Non ho mai capito cosa dicesse, ma la mia interpretazione era che facesse una vera e propria arringa. Verso chi non lo so.
Forse era stata vittima di una sentenza ingiusta e lei continuava a difendersi, o forse era una ex avvocatessa che continuava a "fare il suo lavoro"... Il bello di questi personaggi è il poter inventare la loro storia.
E spesso GUAI a conoscere la vera.

Da anni non c'è più.